Covid-19: Almeno 100 milioni per Sostegno canone locazione

Covid-19: Almeno 100 milioni per Sostegno canone locazione

Presentato dal senatore Mirabelli ordine del giorno in linea con Alleanza delle Cooperative Italiane Abitazione

Alleanza delle Cooperative Italiane Abitazione presenta una proposta di emendamento al Decreto Legge n. 18 del 2020 c.d. “Cura Italia” con una misura straordinaria, a sostegno del pagamento del canone di locazione per nuclei famigliari a basso reddito, conduttori di alloggi di edilizia residenziale sociale e gli assegnatari di alloggi in godimentodelle Cooperative edilizie a proprietà indivisa colpiti dall’attuale emergenza, attraverso l’incremento delle risorse destinate al Fondo per la morosità incolpevole.

Tale proposta è stata fatta propria dal Senatore Franco Mirabelli, che ha presentato al Senato un Ordine del Giorno, con il quale la 5^ Commissione permanente impegna il Governo a prevedere nel prossimo Decreto Legge in materia di Covid-19:

un incremento di almeno 100 milioni di euro, con apposito capitolo di spesa per l’anno 2020, della dotazione del Fondo inquilini morosi incolpevoli; 
l’erogazione dei fondi direttamente ai Comuni; 
che i soggetti interessati possano accedere al Fondo presentando domanda al Comune preferibilmente con modalità informatiche, richiedendo un contributo nella misura del 70% dell’importo complessivo del canone e delle spese accessorie per una durata massima 6 mesi da erogare direttamente alla proprietà dell’immobile, fino a esaurimento del Fondo stesso.

“La drammatica situazione che sta vivendo il nostro Paese con l’emergenza della pandemia da sindrome COVID-19, avrà potenziali dirompenti effetti anche nel nostro settore – ha commentato Alessandro Maggioni, presidente di Alleanza delle Cooperative Italiane Abitazione – . Non solo e non esclusivamente con effetti indotti da potenziali, ulteriori, cadute del mercato immobiliare, già provato di per sé da anni di difficoltà, ma anche e soprattutto laddove vi siano nostre cooperative impegnate in programmi di Edilizia Sociale in affitto o godimento, sostenuti in parte con risorse proprie e in parte ricorrendo a indebitamento bancario tramite mutui”. 
“La spirale negativa che si potrebbe innescare è pericolosissima: i soci abitanti in case in affitto di cooperative perdono il lavoro o si vedono temporanee riduzioni di stipendi e salari; non hanno coperture di sorta e – come primo elemento a loro salvaguardia – interrompono il pagamento dei canoni, adducendo motivazioni connesse all’emergenza. In conseguenza, le cooperative, non incassando il dovuto, si troverebbero a dover pagare il mutuo contratto rischiando di non reggere e dover interrompere la preziosa funzione sussidiaria di welfare abitativo che da sempre svolgono attraverso l’applicazione di canoni convenzionati e in molti casi sociali”.